giovedì 29 maggio 2014

Oggi "Il fuorigioco sta antipatico ai bambini"

Da oggi in libreria Il fuorigioco sta antipatico ai bambini.


Il calcio, la letteratura, la vita. Tre sono i sentieri
che s’intrecciano e si biforcano in Il fuorigioco sta
antipatico ai bambini, racconto e autobiografia,
lettura di undici romanzi e rilettura di undici edizioni
della Coppa del mondo di calcio: dal 1974,
qualche mese prima della comparsa biografica di
chi racconta, al 2014, anno in cui, sempre chi racconta,
si appresta a spiegare il senso del football,
e della vita, al figlio, «infaticabile compagno di
azioni calcistiche in corridoio».
E così in queste pagine l’interminabile,
apparentemente inutile ragnatela di passaggi
disegnata sul campo di Monaco di Baviera nel
primo minuto della finale dei Mondiali del ’74
dall’Olanda di Johan Cruijff assomiglia al monologo,
astratto e acronico, di una pagina di Thomas
Bernhard. Quattro anni dopo Mario Kempes avrà
i capelli troppo lunghi per compiacere il presidente
Videla in tribuna, ma non abbastanza lunghi
per convincere Julio Cortazar a far ritorno a Buenos
Aires. Zinedine Zidane che segna due gol di
testa nella finale del 1998 e Albert Camus si
incontrano nella tasca del camice bianco di
un venditore di lavatrici in un grande centro commerciale.
Per arrivare alla fine ai prossimi Mondiali in Brasile
con le parole di Turgenev che raccontano di vite
infinite capaci di riunire, a distanza di anni, i padri ai figli.

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