giovedì 16 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, la scomparsa misteriosa e unica di Majorana (16)



Due giorni alla prima partita ufficiale e Ronaldo non si trovava più da nessuna parte. Eppure il programma che avevamo stabilito era chiaro: lasciare i monti del Tirolo del sud per ritornare a Milano. Poi Cristiano avrebbe proseguito con un piroscafo della società Tirrenia fino a Torino da dove, con il resto della squadra, avrebbe  raggiunto Verona. Ma Ronaldo non si trovava più. Con l'aiuto di Emmerich allora, un amico della Val d'Ega che per natura e predisposizione risolve i problemi della comunità, abbiamo iniziato a cercarlo, prima a Ega, poi a Nova Ponente, ma niente. Stavamo per abbandonare le ricerche, quando mi è venuto in mente di provare a fare un salto al santuario della Madonna di Pietralba, perché quel luogo mi ha sempre dato una mano, in questi anni, semplicemente mostrandosi ai miei occhi ogni estate in tutta la sua bellezza, nonostante i vicini parcheggi, comunque costruiti almeno senza asfaltare. Del resto, dove li metti tutti i pellegrini con le loro auto, i loro pullman, le loro bandiere? Ronaldo era lì, seduto sugli scalini, a leggere quel libro di Leonardo Sciascia. Quando ci ha visto ha detto:
- Perché vi siete allarmati? Ti avevo scritto un messaggio. Non è arrivato? Una storia profonda, questa di Majorana. Misteriosa e unica. La scienza, come la poesia, si sa che sta a un passo dalla follia.
Siamo tornati insieme al maso in località Hennewinkl. Abbiamo preparato le valigie e siamo partiti per Milano.

lunedì 13 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, sono innamorato (15)



- Sono innamorato,
ha detto ieri Ronaldo tornando da Villar Perosa a Obereggen nel maso in cui stiamo trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza. Aveva la borsa a tracolla con dentro la maglietta, i pantaloncini e i calzettoni da lavare a casa, e il libro che gli avevo fatto trovare nel bagaglio come sorpresa per il viaggio in autobus dalla Val d'Ega alla Val Chisone: "Un amore" di Dino Buzzati.
- Figurati noi di te, Cristiano.
- Dico sul serio amico. Devi sapere che prima della partita siamo andati nella villa di famiglia. John Elkann e Andrea Agnelli ci hanno parlato per pochi minuti mentre noi eravamo disposti a semicerchio davanti a loro. Non capivo tutto, ma la cosa più importante era l'atmosfera che si respirava. Ad esempio quando il presidente ha fatto i complimenti a Matuidi per la conquista del campionato del mondo, la squadra ha applaudito, ma con il cuore stretto pensando a Mandzukic. 
- È tutto vero Ronaldo, lo so. Ho visto il filmato su Juventus Tv. Quel giardino, il vostro semicerchio sull'erba mi hanno fatto pensare a quell'episodio che racconto poco spesso: avevo pubblicato il mio primo romanzo, e visto che parlava anche della Juventus, che ricordava brevemente e con gli occhi di un bambino la tragedia dell'Heysel, avevo spedito il libro ad Andrea Agnelli, da poco presidente, lasciandomi trasportare da un certo tipo di ingenuità che all'epoca ancora mi apparteneva. Giorni dopo, mentre stavo lavorando in libreria, mi era giunto un messaggio di posta elettronica: era della Juventus. Una segretaria mi avvisava che nelle settimane seguenti avrei ricevuto per posta un pensiero del presidente. Non lo nego, avevo pensato grossolanamente a un abbonamento allo stadio per la stagione 2010-11. Invece, l'omaggio di Andrea era stato un biglietto scritto a mano nel quale mi ringraziava per il romanzo che aveva ricevuto, che gli avrebbe permesso di riprovare emozioni già vissute. Avevo incorniciato il biglietto. E soprattutto, avevo pensato che nel gesto di rispondere personalmente a uno scrittore sconosciuto, in fondo veniva sintetizzata la finezza del possedere uno stile unico. Erano anni difficili, ma saremmo tornati grandi. Ma Ronaldo scusa, stai dormendo? Ti ho annoiato?
- No, ho gli occhi chiusi per riguardare il primo gol che ho fatto con la maglia della Juventus. Era il settimo minuto.
Poi al tramonto siamo usciti per caminare lungo i sentieri. Abbiamo visto mucche, capre, due giovani seduti sopra una panchina. Lui sussurrava a lei:
- Ti amo.
Lei:
- Ok.
Ronaldo ha guardato il panorama sotto il silenzio verde di Bewallerhof e ha detto:
- Grazie per il libro di Buzzati.

sabato 11 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, chi è Jean-Paul Gaultier? (14)


La notte di San Lorenzo abbiamo guardato il cielo, ma non abbiamo visto nessuna stella. Era nuvoloso. Ronaldo ha detto:
- Pazienza. Tu avevi desideri?
- Ma sì, uno in particolare, tuttavia.
La cosa bella di questa nostra amicizia, pensavo intanto, risiede nel fatto di poter ricordare l'attimo magnifico di ogni giorno, anche quando in realtà non accade un bel niente. Ronaldo ha annuito, nonostante avessi espresso il mio pensiero solo internamente, poi ha estratto dalla tasca una boccetta di vetro colorata di rosso.
- Tu che fragranza usi?
- Al momento nessuna Cris, anni fa Le Male di Jean-Paul Gaultier.
- Bene. Lascia che ti mostri una cosa.
Così dicendo Cristiano si è alzato in piedi, e puntando lo spray verso l'alto ha spruzzato l'essenza CR7 verso il blu nero notturno di Obereggen. Tempo un secondo e le nubi si sono diradate, le stelle cadenti si sono fatte visibili e numerose. Non eravamo soli ad aspettare il loro passaggio, così anche altri abitanti del maso ne hanno approfittato per tornare seduti sulle sdraio con lo sguardo all'insù. Erano soprattutto famiglie. I bambini invece continuavano a giocare a calcio, uno di loro con la maglia numero 7, ma dello Schalke 04. Mi è venuta in mente quella frase di Richard Yates riferita alla famiglia come rifugio dal mondo esterno, come trappola, come contributo fondamentale per definire nel bene e nel male quello che siamo. “Non c’è altro di cui scrivere”.
Ronaldo si è rimesso in tasca la boccetta rossa e ha detto:
- Hai visto adesso quante stelle? Questo il potere della mia nuova fragranza. Chi è Jean-Paul Gaultier? Quanti sono i nostri desideri? Li realizzeremo? Grazie al mio nuovo profumo, probabilmente sì. 

venerdì 10 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, “Sono Henry David Thoreau, e ho problemi di connessione” (13)


- Quante volte ti ho detto di non portare libri pesanti nello zaino quando andiamo a fare le passeggiate in montagna?
mi ha detto Ronaldo mentre camminavamo insieme nel bosco che porta alla malga Stadlalm Geiger, girando a sinistra lungo il sentiero invece che proseguire per il lago dell'arcobaleno di Carezza, stupendo, ma troppo frequentato.
- Ma Cris, è la nuova edizione di uno dei miei libri di riferimento. E poi scusa non eri tu che ti mettevi i pesi nelle calze per allenarti più duramente degli altri? 
- Ero io, ma adesso non cambiare discorso. 
Così chiacchierando, abbiamo smarrito la via principale e ci siamo trovati sperduti sotto gli abeti. Dieci minuti di latente nervosismo, quindi una casetta. Davanti alla porta, un uomo con la barba nera e gli occhi chiari: 
- Benvenuti, sono Henry David Thoreau. E ho problemi di connessione. Ma tu sei...
- Cristiano Ronaldo, piacere.
- Allora tu che puoi tutto, sapresti aiutarmi? Qui nel bosco ricevere un buon segnale per guardare le partite è sempre un problema.
Ronaldo si è messo al lavoro, e in mezz'ora ha risolto il disagio tecnico. Io ho estratto dallo zaino la mia copia di Walden, e me la sono fatta autografare da Thoreau. Per festeggiare poi con Henry David abbiamo bevuto un bicchiere di Gewürztraminer del Südtirol, e mentre la nostra ebbrezza filosofica saliva, Ronaldo ha chiuso Walden (ovvero vita nei boschi)  e guardandoci negli occhi ha recitato:
- Vi dirò, molte persone vanno a pescare tutta la loro vita, senza sapere che non è il pesce quello che stanno cercando.

mercoledì 8 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, Alda Merini in Graziella (12)


Non avevo mai visto una donna affrontare con una bicicletta Graziella i tornanti che portano alla località di Obereggen, frazione di Ega posta ad un'altitudine di 1550 metri rispetto al livello del mare.  E neppure Ronaldo aveva mai osservato qualcosa di simile, nonostante fosse uno abituato agli allenamenti feroci fin da quando era ragazzo, tanto da costringere Douglas Costa ad ammettere:
- È impossibile tenere il ritmo di Cristiano in allenamento. Arriviamo lì e lui si sta già allenando, andiamo via e continua ad allenarsi. Non ho mai visto un atleta così.
Nemmeno noi a dirla tutta avevamo mai visto un'atleta così, intendo la donna in bicicletta, capace di ascendere con una Graziella lungo le curve che altri ciclisti aggredivano invece con più attrezzate biciclette da corsa, sorpassando con facilità la donna svantaggiata che comunque provava a salire, salvo poi scendere dal sellino esausta, rossa in volto, per spingere a mano le due ruote con le dita posizionate al centro del manubrio.
- Perché quella signora sale con quella vecchia bicicletta?
- Non so Ronaldo. Sarà una pazza. Oppure in Alto Adige hanno abitudini diverse.
Per Cristiano tuttavia la mia spiegazione non era sufficiente, così abbiamo cercato il più vicino noleggiatore di biciclette per sfidare anche noi la splendida montagna. Io ho preso una mountain bike, Ronaldo ha preteso una Graziella. Ci siamo messi a spingere sui pedali con l'obiettivo di raggiungere quella donna e chiederle una spiegazione. Poco alla volta, abbiamo recuperato lo svantaggio. Arrivati alla grande tenda indiana Tipi costruita ai piedi del muro argento del Latemar, la ciclista ostinata sembrava aspettarci, fumando una sigaretta. Le abbiamo chiesto i motivi di quella tenacia, di quel coraggio, di quella follia. Lei ci ha detto:
- Giovanotti, comunemente si pensa che si possa scegliere la vita e il genere di vita che più ci compete, ma è difficile per tutti sottrarsi all'impero della nascita, e a quello più urgente del dolore.

lunedì 6 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, cantando a Sanremo con H.G. Wells (11)



- Cantando sotto la doccia ho già vinto numerose volte Sanremo,
ha detto Ronaldo uscendo dal box e infilandosi le infradito con il logo CR7, l'accappatoio con il logo CR7. Quindi ha preso la cintura di stoffa e se l'è portata alla bocca, come fosse un microfono.
- Sentite questa, la intono sempre alla mia Georgina al telefono, quando non siamo vicini:
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, e tu sei lontana, lontana da meee! 
Vi ricordate chi la cantava? Sergio...
Pietro: - Ramos!
- Ma no, Sergio Endrigo.
- Ah già, è vero.
Poi Cristiano si è vestito (camicia bianca, cappellino blu, occhiali da sole) e siamo passati a prendere Georgina per accompagnarla a fare un giro nel centro di Milano. Ma dopo pochi passi, li hanno riconosciuti.
- Che ti dicevo? Una semplice passeggiata con la mia fidanzata e un amico, senza che nessuno si accorga di noi. Ecco una cosa che i soldi non possono comprare. Ma questo è il prezzo che devo pagare. Comunque, sopportabile.
Così ci siamo rifugiati nella nostra libreria preferita in Piazza Piemonte, un posto decisamente più tranquillo di Via della Spiga. Ci siamo nascosti nel settore di Fantascienza. Ronaldo ha firmato qualche autografo, poi ha deciso di comprare quel piccolo libro arancione.

sabato 4 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, arbitro e Claude Boujon (10)


- Papà! Pietro mi ha detto "arbitro"!
ha gridato mia figlia furibonda, aggrappandosi in un abbraccio alla parte inferiore della mia gamba, il naso contro il mio ginocchio.
- Ma sì dai, "arbitro" non è una brutta parola.
- Sì però, cavolo.
Sono andato comunque nell'altra stanza per raccogliere maggiori informazioni e per dimostrare alla bambina che avevo a cuore il suo risentimento, mentre pensavo, nuove frontiere del litigio tra fratello e sorella. Pietro palleggiava come se niente fosse accaduto, tirava le punizioni al divano dopo aver messo le sedie a fare la barriera, facendosi da solo la radiocronaca.
- Hey Pit, hai detto "arbitro" a Bianca?
- Sì, ma non è una brutta parola.
- Infatti, però, dipende dal tono che usi.
- Ok papà.
Stavo ricomponendo quindi il leggero screzio famigliare, quando Ronaldo è rientrato a casa dal lavoro.
- Ciao a tutti!
- Ciao Cris, tutto bene agli allenamenti?
- Sì.
- E Bonucci come va?
- È tranquillo.
Ronaldo ci ha raccontato allora di Leonardo e del suo ritorno, dell'assenza di Higuain, della ricerca di una precisa intesa con Dybala. Poi ha annusato il vuoto, una volta, due volte:
- Scusate,  ma in questa stanza oggi qualcuno ha pronunciato per caso la parola "arbitro"?
Francesco: - No Ronaldo, figurati, l'arbitro è l'alibi dei perdenti.
Pietro: - No Cris, mai detto.
Bianca: - No, io non ho sentito niente.
- Ah, meglio così.
ha asserito Ronaldo.
- E adesso leggiamo Claude Boujon.

mercoledì 1 agosto 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, Henry Miller condizionato (9)


Ieri Cristiano Ronaldo ha detto che bisogna trovare una soluzione per questo caldo che ci ammazza, metaforicamente, appena mettiamo un piede fuori dalla libreria. Perché io e Ronaldo lavoriamo insieme in libreria. Anzi, per dovere di precisione devo segnalare che da quando Cristiano è diventato un libraio, la nostra libreria, mio dio quante ripetizioni, la nostra libreria, ancora?, è senza dubbio la più bella di Milano, in particolar modo stando a sentire alcune clienti che quando scorgono Ronaldo al punto informazioni chiedono qualsiasi cosa, lui risponde con un sorriso fatto di denti bianchi, loro ringraziano emozionate e talvolta svengono, così che noi gregari letterari di Cristiano siamo costretti ad accompagnarle al bar, per un bicchiere d'acqua. La nostra libreria ha anche un bar, la nostra libreria.
Ma quando alle 14 io e Ronaldo usciamo dalle porte automatiche atterrando sul marciapiede esterno, estranei all'aria condizionata, la nostra vita in comune prende una piega diversa, peggiorativa, non priva di tensioni frutto inequivocabilmente dell'afa opprimente.
- Perché non hai messo l'aria condizionata anche in casa?
mi ripete Cristiano, e io ribatto sempre allo stesso modo:
- Perché un po' costa, Ronaldo. E perché si può sopravvivere senza, in fondo per pochi giorni all'anno, d'accordo faticosamente, sopportando la calura con l'ausilio dei ventilatori domestici, oppure andare al centro commerciale, anche se non amo i centri commerciali.
Cristiano allora risponde per citazioni:
- I ciechi guidano i ciechi, è il sistema democratico. L'artista è, in primo luogo, uno che ha fiducia in se stesso. 
Proseguiamo lungo la strada, io cammino e lui corre, perché non si ferma mai. 
- Puoi accelerare il passo, oppure correre?
- Fa troppo caldo, Ronaldo.
- Allora perché non hai messo l'aria condizionata in casa?
Comunque riusciamo ad arrivare al centro commerciale. L'aria condizionata funziona. Non è un brutto luogo, perché i pavimenti e i soffitti sono ricoperti di legno.

domenica 29 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, Elias Canetti ascolta i Thegiornalisti (8)


- Mi sono scordato di avvisare Elias Canetti, è uscito il nuovo singolo dei Thegiornalisti. 
Ha detto Cristiano con la testa tra le mani, coprendosi poi gli occhi, probabilmente lucidi dal dispiacere.
- Non preoccuparti Ronaldo, ci ho pensato io. 
Canetti se ne stava disteso sul prato di Parco Sempione, prendeva appunti contro la morte, sempre a pensare alla morte Elias; allora visto che avevo  nello zaino il tablet l'ho tirato fuori, sono andato su YouTube, ho scritto "giornalisti" per fare prima, è apparso il video con Tommaso Paradiso che a me sta da tempo notevolmente simpatico (perché entrambi non abbiamo avuto un padre? Perché è della Lazio?) e la ragazza che si alza e scende pigramente dal letto, inizia a prepararsi ma ci mette troppo, davvero troppo Matilda, fino a costringere Tommaso dopo molte sigarette a estrarre dal baule dell'automobile un Tango e calciare col destro e col sinistro contro il muretto della casa. Ecco Ronaldo, sono andato a disturbare Canetti disteso sul prato di Parco Sempione, lui mi ha guardato come dire e questo cosa diavolo vuole, che sto pensando alla morte. Poi Elias però ha osservato il video con attenzione, e mi ha detto:
- Anche tu usi spesso il Tango quando giochi a calcio al parco con tuo figlio, vero?
- Sì, le nuove generazioni devono sapere.
Quindi è balzato in piedi e per un attimo la morte non gli interessava più. Era spettinato, e salutandomi già lontano si è messo a gridare:
- E bravo papà. Ma quanto è puttana, questa felicità. Che dura un minuto, ma che botta ci dà.

venerdì 27 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, di Caldara o Lermontov (7)


E poi siamo arrivati a Torino e seduto su una delle panchine di Porta Nuova c'era Mattia Caldara che leggeva un classico russo.
- Benvenuto Cristiano. Non che leggere serva per fare colpo sulle ragazze. Anzi mi prendono in giro. Comunque non sono mai stato appassionato di playstation. E ricordo che quando il mio professore di letteratura iniziava le sue lezioni, non vedevo l'ora di ascoltarlo.
Ronaldo ha detto:
- Bene Mattia. Adesso però andiamo a casa mia, che vi faccio lavorare.
Con Mattia e Cristiano allora abbiamo preso l'autobus che ci ha portato lentamente in collina. Alcuni operai stavano asfaltando una nuova strada, dei traslocatori portavano via i mobili che Ronaldo non aveva ritenuto idonei all'arredamento della sua villa.
- Questa forza lavoro purtroppo non basta per ultimare in tempi brevi tutte le cose da fare quando si sta effettuando un trasloco. Anche a voi sarà capitato di farne uno, sapete di cosa parlo. Quindi togliamoci la camicia che fa anche caldo, restiamo in maglietta e diamo una mano a questi ragazzi.
Mattia non ha esitato, ha appoggiato sul tavolo il suo romanzo russo e da buon bergamasco mi ha consigliato di fare altrettanto. 
- Tu sei nato a Brescia, sappiamo come comportarci. Leggiamo dopo.
Abbiamo lavorato duramente. Il sole è sceso tardi e solo allora abbiamo potuto apprezzare senza fastidio la bellezza del panorama disegnato sotto le colline, le luci di Torino.
Cristiano mi è sembrato soddisfatto. Ha bevuto con noi un bicchiere d'acqua e, guardando lontano, ci ha appoggiato le mani sulle spalle. Poi ha detto:
- Se potessi considerarmi migliore, più potente di tutti gli esseri al mondo, sarei felice; se tutti mi amassero, potrei trovare in me inesauribili fonti d'amore.

lunedì 23 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, Diletta Leotta legge Emil Cioran (6)


Così ieri ci siamo ritrovati in Stazione Centrale, intendo io e Cristiano Ronaldo, a guardare Diletta Leotta che muoveva le labbra lentamente per dire qualcosa, ma non si capiva niente perché c'era il solito rumore. Eppure le labbra di Diletta Leotta erano grandi, il viso di Diletta Leotta era grande, i capelli biondi con la riga in mezzo pure; parlava al rallentatore, come fosse consapevole dell'impossibilità di essere ascoltata avvolta da quel frastuono, in qualche modo compresa, nemmeno da Paolo Maldini che irrompeva sullo schermo gigante indossando una camicia con il colletto alla coreana, per aggiungere una parola pigra al discorso di Diletta Leotta, anche questa tuttavia incomprensibile. Cristiano mi ha detto:
- Ma cosa sta dicendo Paolo Maldini?
- Non so Ronaldo.
Dagli altoparlanti, gli annunci metallici e stordenti dei treni in partenza o in arrivo non facevano che aumentare la confusione sonora, i viaggiatori stavano con lo sguardo all'insù, ognuno in attesa del proprio presunto, fatidico momento. 
- Allora, il treno per Torino?
- Non so Cristiano, dovrebbe essere questione di minuti.
- Ma non sai niente però.
Poco lontano, davanti al Gate D, un uomo spettinato sventolava con intensivo furore una bandierina della Romania. 
- E quel tipo che fa? Cosa festeggia, se non hanno nemmeno partecipato ai Mondiali? L'entusiasmo non è forse una forma di delirio?
- Aspetta Ronaldo, ma questo non è un pensiero di Emil Cioran?
- Probabilmente.
- E Diletta Leotta invece cosa sta dicendo?
- Sta dicendo che chi scrive avrebbe il dovere di tagliarsi le vene davanti alla pagina bianca, e far cessare così il supplizio di mondi ineffabili.

sabato 21 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, la Darsena e Umberto Simonetta (5)


Ieri con Cristiano Ronaldo abbiamo camminato fino alla Darsena. E’ qui da poco il portoghese, vuole conoscere Milano. E poi di stare in casa non se ne parlava, faceva troppo caldo. Sul ponte pedonale che attraversa lo specchio d'acqua, tirava almeno un filo di vento. E pure scendendo gli scalini verso Viale Gabriele D’Annunzio, lungo la banchina più larga quasi si respirava, c’erano molti ragazzi che bevevano e fumavano, a tratti un forte odore di marijuana che probabilmente avrebbe fatto innervosire il Giovanardi. Io e Cristiano invece, abbiamo proseguito allegramente (Ronaldo non fuma, e non beve). Più avanti alcune persone, tutte con la maglietta uguale bianca con un cerchio blu nel mezzo, suonavano strumenti musicali lunghi, arcuati; mentre altri del loro gruppo si muovevano a scatti correndo e fermandosi improvvisamente senza apparente ragione, ricordando per certi versi le corse dentro e fuori dal palcoscenico di quegli attori di teatro sperimentale in Io sono un autarchico, di Nanni Moretti. Adesso però eravamo nel 2018. Ci piaceva comunque passare in mezzo a tutte le persone, nessuno riconosceva Ronaldo e per me questo era motivo di soddisfazione: Milano rispettava con eleganza la privacy di un personaggio così popolare, o forse era solamente impegnata come sempre a non guardare più di tanto gli altri. Arrivati in Porta Ticinese abbiamo girato verso Viale Gorizia, ma le zanzare non concedevano tregua. Allora siamo tornati indietro ripercorrendo di nuovo la banchina più larga, il ponte pedonale, erano le 23. Ronaldo ha detto:
- Allora che si fa? Tiriamo mattina, come l'Aldino di Umberto Simonetta?
- D'accordo Cristiano, ancora un ultimo bicchiere, mio, perché tu non bevi.
- E non fumo!
- Poi però a nanna,  o meglio, a slòffen.

venerdì 20 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, mio figlio e Annie Dillard (4)



Non vedevo mio figlio da due giorni. È entrato dalla porta e ha gridato:
- Hey papà, ma è vero che il mondo potrebbe essere il sogno di qualcuno?
- E questo chi te l'ha detto?
- Nessuno. L'ho pensato io.
- Ah, è un pensiero bellissimo. E credo che sì, il mondo potrebbe essere il sogno di qualcuno.
- Ma di chi?
- Questo non lo so. Adesso però vieni con me, che ti presento una persona. 
Gli ho preso la mano, abbiamo percorso il corridoio. In fondo a sinistra il soggiorno, seduto sul divano rosso Cristiano Ronaldo.
- Papà! Ma è Cristiano Ronaldo!
- Esatto.
- E che ci fa qui?
- Vive con noi.
- E dove dorme?
- Sul divano.
- Ma per sempre?
- Questo non lo so. Poi si dovrà anche allenare.
Ronaldo si è alzato, ha stretto la mano a Pietro che gli ha proposto immediatamente di giocare a pallina. Cristiano non aspettava altro. 
Si sono messi così a fare  le rovesciate sul parquet, le stesse che Pietro in casa o al parco esegue quasi ogni giorno per poi chiedermi ossessivamente:
- Era bella? Era bella?
Era bella. Erano belle. Tanto che, osservandoli attentamente dopo una preziosa e stancante giornata di lavoro in libreria, mi sono messo a pensare a quell'istante lontano in cui rovesciavo pure io tutti i pomeriggi, senza farmi male mai, colpendo di collo il pallone verso la porta. Cosa c'era di più bello?

giovedì 19 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, Tina Kunakey e David Foster Wallace (3)


Ieri stavo discutendo di una cosa importante con Cristiano Ronaldo, quando è suonato il campanello. Sono andato al citofono, era la fidanzata di Vincent Cassel:
- Ciao Francesco, scendi?
- Scusa, ma non posso.
- Ti prego, andiamo a prendere un gelato al Rigoletto, o da Grom, come preferisci.
Senza rispondere ulteriormente mi sono sposato alla finestra e dal quinto piano l'ho vista. Aveva i capelli come la chioma di un albero. Aspettava un mio segnale. Di ritorno in cucina (Cristiano ama parlare davanti ai fornelli) ho detto a Ronaldo che di fronte al portone del palazzo c'era Tina Kunakey.
- Ma davvero secondo te è la donna più bella del mondo, come dice il suo fidanzato francese Cassel? Che siano queste le "Informazioni di Vincent", cantate da De Gregori dal 1974 in poi?
Cristiano mi ha detto no, vuoi mettere la mia Georgina?
- Non so amico. Certo che quei capelli. Sono indicativi. Di ragazze che sembrano alberi in effetti non me ne vengono in mente molte. Al massimo quella di David Foster Wallace.
Ronaldo non ha aggiunto nulla. Mi ha salutato ed è sceso a piedi, perché lui l'ascensore non lo prende mai, è uno dei suoi segreti per restare in forma. Rimasto da solo nell'appartamento ho camminato fino alla finestra, e dall'alto ho visto Cristiano prendere sotto braccio quella donna che pareva un albero. Sono andati via ridendo, con tanti saluti a Vincent Cassel.

mercoledì 18 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, la mia situazione economica e Javier Marías (2)


Ieri Cristiano Ronaldo ha detto che la mia situazione economica è disperata. Io gli ho detto, come ti permetti? Al massimo difficile. Pensa alla tua. Lui ha detto, no sei tu che non ti devi permettere. Io ho risposto, non mettiamoci a litigare, per il bene dello spogliatoio. Andava tutto bene fino a ieri pomeriggio quando sono andato a fare la dichiarazione dei redditi e hanno aggiunto altre tasse, oltre alle solite tasse, perché se c’è una cosa che non ti perdonano in Italia, è quando sei una persona onesta. Cristiano allora si è messo una mano in tasca e ha tirato fuori qualche migliaia di euro. Io gli ho detto, Ronaldo (so che da bambino in famiglia ti hanno sempre chiamato così, sto leggendo la tua biografia), no grazie, davvero. Ma lui non ha voluto sentire ragioni. Poi abbiamo cambiato argomento tornando al nostro preferito, i libri. Cristiano ha detto, perché Javier Marias ha sputato quelle brutte frasi su di me? Che dal punto di vista umano sono un sempliciotto. Che mi manca l’intelligenza di Di Stefano o Cruyff o Zidane. Che sono così privo di modestia da non risultare nemmeno antipatico, per tanto che sono puerile. Che la mia presunzione manca di spavalderia e risentimento, a differenza per esempio di Maradona. Che arrabbiarsi con me sarebbe come arrabbiarsi con un bambino di cinque anni che sta muovendo i primi passi nel mondo forgiandosi una personalità.
Ah, non so Ronaldo. Probabilmente perché Marias, da buona "meringa", è stato innamorato di te, e il rancore che si prova a essere lasciati fa perdere il senno, anche se si è grandi autori. Non escluderei inoltre quella certa spocchia che alberga nella mente di alcuni intellettuali benestanti, incapaci di comprendere le ragioni di alcuni comportamenti che spesso sono conseguenza di punti di partenza svantaggiati e senza molte alternative alla sopravvivenza, nel tuo caso Funchal. E poi scusa, Berta Isla tu l’hai letto? Cristiano ha detto no, non ancora. Ecco vedi, sarà per quello. Non hai letto Berta Isla. Non hai postato su Instagram una tua fotografia in posa con il romanzo, magari in mutande. Javier ci sarà rimasto male. Se può consolarti nemmeno io ho letto Berta Isla, eppure lo consiglio in libreria, perché Marias è un fuoriclasse. Anche se non ha letto la tua biografia.

martedì 17 luglio 2018

Ieri Ronaldo ha detto che, la prima conferenza stampa e Fernando Acitelli (1)



Questo libro molto bello di Fernando Acitelli, ha detto ieri Cristiano Ronaldo durante la conferenza stampa. Non un seminario sul nichilismo, ma un viaggio ricco di luce, l’ennesima prova di calma, curiosità e stupore davanti alla mobilitazione totale, planetaria. Lo ascoltavo parlare, Cristiano Ronaldo, così diverso da Heidegger nel sentirsi un ventitreenne e non un trentatreenne, Martin invece  a settantasette anni (non sessantasette), aggrappato alla sua stanchezza, arreso di fronte all’angoscia del dover affrontare il percorso da Friburgo al castello di Wilflingen, residenza di Ernst Junger, sereno e ben protetto dalle mura dei suoi libri allineati. Ma l'invito di un amico non si rifiuta.
Io sono diverso da tutti gli altri, ha detto ieri Cristiano Ronaldo, è uscito questo libro molto bello di Fernando Acitelli, Oltre la linea, editore ES, 19 euro. Nella foresteria del castello di Wilflingen, assistendo alla prima conferenza stampa da giocatore della Juventus di Cristiano Ronaldo, Ernst Junger e Martin Heidegger s’interrogavano sulla reale età del calciatore portoghese, sulla felice intuizione di promuovere un libro breve e differente  all’interno di evento sportivo, mediatico, mondiale. Fernando Acitelli, discutevano, che regalo ci ha fatto nel consentirci di ritornare vivi, in questo 30 luglio del 1966. A partire da domani Oltre la linea sarà il volume più richiesto in libreria e nei maggiori supermercati, il libro da portare al mare, sui monti. Poche righe a disturbare la pagina, contro ogni preponderante logica editoriale e commerciale. Quasi un gioco del mondo alla Cortazar, ma senza la Maga, e senza tavola d’orientamento per scegliere la modalità di lettura preferita. Cosa c’entra dunque Rayuela? Nulla, per entrambi i filosofi del resto abituati al niente costruttivo; qualcosa, stando a sentire Cristiano Ronaldo e i suoi consigli di lettura. 

giovedì 30 novembre 2017

Il Var annulla la poesia di Umberto Saba


Il Var annulla la poesia di Umberto Saba. Ovvero come guardando Beppe Marotta recitare "Goal", poi ho incontrato Samir Handanovic. Su Juventibus.

venerdì 7 aprile 2017

venerdì 11 marzo 2016

In silenzio e in fuorigioco a Iseo


Attenzione perché sabato 19 marzo a Iseo, ben prima che sia possibile passeggiare sulle mirabili Floating Piers di Christo, presenterò i miei ultimi due libri (probabilmente in senso assoluto). Appuntamento alla Biblioteca Comunale in via Rampa Cappuccini 1, ore 17. Sarà consentito anche tuffarsi.