mercoledì 13 gennaio 2010

Per i non lombardi, la recensione di Repubblica Milano

Per coloro cioè che domenica mattina alle ore 6:30, convinti di essere in Lombardia, si sono recati ansiosi dal proprio edicolante di fiducia per acquistare La Repubblica e leggere la recensione di "Mio padre era bellissimo" scritta da Annarita Briganti, ma che, non essendo in Lombardia, non l'hanno trovata, eccola qui sotto, preceduta da una breve introduzione nella quale l'autrice rivela così, come se niente fosse, di aver conosciuto Michel Platini. Tremo pensando che Michel abbia svelato a lei, e non a me, il segreto per calciare le punizioni aggirando la barriera.


Repubblica Milano / Francesco Savio

Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato l’intensa, e delicata, autobiografia romanzata di Francesco Savio. Dietro le quinte: quando ero giovanissima, e mi trattavano da maschio portandomi allo stadio e a volte negli spogliatoi (detesto il calcio), ho conosciuto Michel Platini e ne ho un ricordo stupendo. Il blog dell’autore è http://francescosavio.blogspot.com/ Buona lettura!


Francesco Savio Mio padre era bellissimo (Italic Pequod)


“Se c’era una cosa che davvero non sopportavo, una cosa che mi trafiggeva, era l’essere sgridato ad alta voce. Implorando Leonilde e Guerrino e promettendogli di essere sempre bravo, ero quasi riuscito a convincerli a non urlare, salvo inevitabili eccezioni.” È il 1984, quartiere del Carmine, centro storico-popolare di Brescia. Nicola, nove anni, vive con la mamma Leonilde, il padre Guerrino e la sorella Camilla. Ogni tanto Nicola fa arrabbiare i genitori: non mette a posto la carta igienica dopo averla usata, rompe le boccette di profumo di Camilla giocando a pallone in casa, cose così. Un giorno Guerrino reagisce male, urla contro il figlio. Il bambino si spaventa e prega Dio di “far crepare” il padre. Poi i due si riappacificano, la mano di Guerrino sul braccio di Nicola in una carezza che fa un po’ fatica a uscire fuori. Tutto bene, tranne il senso di colpa di Nicola: ama suo padre e lo ha condannato a morte. Un mattino di febbraio Guerrino muore ma la comprensibile rabbia infantile del figlio non c’entra niente. Guerrino era spacciato, malato di epatite. Negli ultimi ricordi di Nicola, il padre è in pigiama, non va al lavoro (vendeva materassi), giace semiaddormentato in una camera buia anche di giorno. Nicola, prima che Guerrino morisse, non voleva seguire la tradizione di famiglia dei materassi ma diventare un campione: vincere il Giro d’Italia, si allenava salendo in bicicletta al Castello di Brescia sul colle Cidneo, o giocare nella Juventus come Michel Platini, del quale imparava a memoria la biografia a fumetti e imitava le movenze sul campo dell’oratorio. Che fine fanno questi sogni se ti trovi a nove anni senza padre? Perché inizi a balbettare e la torta alla crema di Leonilde non basta più a renderti felice?

Francesco Savio (nato a Brescia il giorno di Natale del ’74, da tempo a Milano dove lavora nel Ricordi Mediastore in Galleria Vittorio Emanuele), dopo aver pubblicato nel 2008 un racconto, si cimenta con una riuscita autobiografia romanzata. La scelta vincente è tenere la “penna” ad altezza bambino, evitando considerazioni filosofiche e religiose sulla morte che avrebbero appesantito la storia e distratto il lettore dalla sua delicatezza.

La curiosità: se avete un manoscritto nel cassetto, speditelo all’editore Pequod con il coupon che trovate nell’ultima pagina del libro di Savio. L’iniziativa si chiama Chi legge, viene letto. Chissà.



Segnalo il blog Annarita della giornalista Annarita Briganti, nel quale in data 11/01/2010 trovate nuovamente l'articolo (nel caso vogliate leggerlo due volte da due angolazioni diverse) ma soprattutto qualche interessante commento.