Domenica 19 settembre alla Festa Democratica di Milano (M1 Lampugnano, Libreria Coop, ore 18.30) Annarita Briganti, giornalista di Repubblica Milano, presenterà "Mio padre era bellissimo". Probabilmente e contro la mia più intima volontà, ci sarò anche io, forse appena stordito dal primo pomeriggio trascorso a guardare la partita della Juve, sfogliando per disperazione il nuovo libro di Magrelli, senza scordarmi di finire il Duddy Kravitz di Richler. Se volete venire poi magari vi divertite anche, in ogni caso dopo c'è il comizio di Pierluigi Bersani.
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venerdì 17 settembre 2010
Mio padre era bellissimo alla Festa Democratica
Domenica 19 settembre alla Festa Democratica di Milano (M1 Lampugnano, Libreria Coop, ore 18.30) Annarita Briganti, giornalista di Repubblica Milano, presenterà "Mio padre era bellissimo". Probabilmente e contro la mia più intima volontà, ci sarò anche io, forse appena stordito dal primo pomeriggio trascorso a guardare la partita della Juve, sfogliando per disperazione il nuovo libro di Magrelli, senza scordarmi di finire il Duddy Kravitz di Richler. Se volete venire poi magari vi divertite anche, in ogni caso dopo c'è il comizio di Pierluigi Bersani. venerdì 21 maggio 2010
"Mio padre era bellissimo" alla Feltrinelli di Brescia

Mercoledì 26 maggio alle 17.30 Annarita Briganti di Repubblica Milano presenterà "Mio padre era bellissimo" alla Feltrinelli Libri e Musica di Brescia, in Corso Zanardelli. Probabile anche la partecipazione dell'autore.mercoledì 13 gennaio 2010
Per i non lombardi, la recensione di Repubblica Milano
Per coloro cioè che domenica mattina alle ore 6:30, convinti di essere in Lombardia, si sono recati ansiosi dal proprio edicolante di fiducia per acquistare La Repubblica e leggere la recensione di "Mio padre era bellissimo" scritta da Annarita Briganti, ma che, non essendo in Lombardia, non l'hanno trovata, eccola qui sotto, preceduta da una breve introduzione nella quale l'autrice rivela così, come se niente fosse, di aver conosciuto Michel Platini. Tremo pensando che Michel abbia svelato a lei, e non a me, il segreto per calciare le punizioni aggirando la barriera.
Repubblica Milano / Francesco Savio
Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato l’intensa, e delicata, autobiografia romanzata di Francesco Savio. Dietro le quinte: quando ero giovanissima, e mi trattavano da maschio portandomi allo stadio e a volte negli spogliatoi (detesto il calcio), ho conosciuto Michel Platini e ne ho un ricordo stupendo. Il blog dell’autore è http://francescosavio.blogspot.com/ Buona lettura!
Francesco Savio Mio padre era bellissimo (Italic Pequod)
“Se c’era una cosa che davvero non sopportavo, una cosa che mi trafiggeva, era l’essere sgridato ad alta voce. Implorando Leonilde e Guerrino e promettendogli di essere sempre bravo, ero quasi riuscito a convincerli a non urlare, salvo inevitabili eccezioni.” È il 1984, quartiere del Carmine, centro storico-popolare di Brescia. Nicola, nove anni, vive con la mamma Leonilde, il padre Guerrino e la sorella Camilla. Ogni tanto Nicola fa arrabbiare i genitori: non mette a posto la carta igienica dopo averla usata, rompe le boccette di profumo di Camilla giocando a pallone in casa, cose così. Un giorno Guerrino reagisce male, urla contro il figlio. Il bambino si spaventa e prega Dio di “far crepare” il padre. Poi i due si riappacificano, la mano di Guerrino sul braccio di Nicola in una carezza che fa un po’ fatica a uscire fuori. Tutto bene, tranne il senso di colpa di Nicola: ama suo padre e lo ha condannato a morte. Un mattino di febbraio Guerrino muore ma la comprensibile rabbia infantile del figlio non c’entra niente. Guerrino era spacciato, malato di epatite. Negli ultimi ricordi di Nicola, il padre è in pigiama, non va al lavoro (vendeva materassi), giace semiaddormentato in una camera buia anche di giorno. Nicola, prima che Guerrino morisse, non voleva seguire la tradizione di famiglia dei materassi ma diventare un campione: vincere il Giro d’Italia, si allenava salendo in bicicletta al Castello di Brescia sul colle Cidneo, o giocare nella Juventus come Michel Platini, del quale imparava a memoria la biografia a fumetti e imitava le movenze sul campo dell’oratorio. Che fine fanno questi sogni se ti trovi a nove anni senza padre? Perché inizi a balbettare e la torta alla crema di Leonilde non basta più a renderti felice?
Francesco Savio (nato a Brescia il giorno di Natale del ’74, da tempo a Milano dove lavora nel Ricordi Mediastore in Galleria Vittorio Emanuele), dopo aver pubblicato nel 2008 un racconto, si cimenta con una riuscita autobiografia romanzata. La scelta vincente è tenere la “penna” ad altezza bambino, evitando considerazioni filosofiche e religiose sulla morte che avrebbero appesantito la storia e distratto il lettore dalla sua delicatezza.
La curiosità: se avete un manoscritto nel cassetto, speditelo all’editore Pequod con il coupon che trovate nell’ultima pagina del libro di Savio. L’iniziativa si chiama Chi legge, viene letto. Chissà.
Segnalo il blog Annarita della giornalista Annarita Briganti, nel quale in data 11/01/2010 trovate nuovamente l'articolo (nel caso vogliate leggerlo due volte da due angolazioni diverse) ma soprattutto qualche interessante commento.
Repubblica Milano / Francesco Savio
Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato l’intensa, e delicata, autobiografia romanzata di Francesco Savio. Dietro le quinte: quando ero giovanissima, e mi trattavano da maschio portandomi allo stadio e a volte negli spogliatoi (detesto il calcio), ho conosciuto Michel Platini e ne ho un ricordo stupendo. Il blog dell’autore è http://francescosavio.blogspot.com/ Buona lettura!
Francesco Savio Mio padre era bellissimo (Italic Pequod)
“Se c’era una cosa che davvero non sopportavo, una cosa che mi trafiggeva, era l’essere sgridato ad alta voce. Implorando Leonilde e Guerrino e promettendogli di essere sempre bravo, ero quasi riuscito a convincerli a non urlare, salvo inevitabili eccezioni.” È il 1984, quartiere del Carmine, centro storico-popolare di Brescia. Nicola, nove anni, vive con la mamma Leonilde, il padre Guerrino e la sorella Camilla. Ogni tanto Nicola fa arrabbiare i genitori: non mette a posto la carta igienica dopo averla usata, rompe le boccette di profumo di Camilla giocando a pallone in casa, cose così. Un giorno Guerrino reagisce male, urla contro il figlio. Il bambino si spaventa e prega Dio di “far crepare” il padre. Poi i due si riappacificano, la mano di Guerrino sul braccio di Nicola in una carezza che fa un po’ fatica a uscire fuori. Tutto bene, tranne il senso di colpa di Nicola: ama suo padre e lo ha condannato a morte. Un mattino di febbraio Guerrino muore ma la comprensibile rabbia infantile del figlio non c’entra niente. Guerrino era spacciato, malato di epatite. Negli ultimi ricordi di Nicola, il padre è in pigiama, non va al lavoro (vendeva materassi), giace semiaddormentato in una camera buia anche di giorno. Nicola, prima che Guerrino morisse, non voleva seguire la tradizione di famiglia dei materassi ma diventare un campione: vincere il Giro d’Italia, si allenava salendo in bicicletta al Castello di Brescia sul colle Cidneo, o giocare nella Juventus come Michel Platini, del quale imparava a memoria la biografia a fumetti e imitava le movenze sul campo dell’oratorio. Che fine fanno questi sogni se ti trovi a nove anni senza padre? Perché inizi a balbettare e la torta alla crema di Leonilde non basta più a renderti felice?
Francesco Savio (nato a Brescia il giorno di Natale del ’74, da tempo a Milano dove lavora nel Ricordi Mediastore in Galleria Vittorio Emanuele), dopo aver pubblicato nel 2008 un racconto, si cimenta con una riuscita autobiografia romanzata. La scelta vincente è tenere la “penna” ad altezza bambino, evitando considerazioni filosofiche e religiose sulla morte che avrebbero appesantito la storia e distratto il lettore dalla sua delicatezza.
La curiosità: se avete un manoscritto nel cassetto, speditelo all’editore Pequod con il coupon che trovate nell’ultima pagina del libro di Savio. L’iniziativa si chiama Chi legge, viene letto. Chissà.
Segnalo il blog Annarita della giornalista Annarita Briganti, nel quale in data 11/01/2010 trovate nuovamente l'articolo (nel caso vogliate leggerlo due volte da due angolazioni diverse) ma soprattutto qualche interessante commento.
domenica 10 gennaio 2010
Repubblica, e Gazzetta


O non succede niente per anni o accade tutto insieme. Oggi ad esempio la brava giornalista Annarita Briganti dedica una brillante recensione a "Mio padre era bellissimo" nelle pagine milanesi di Repubblica. Dico brillante, specificando che di solito questa definizione, se associata ad un individuo, non mi convince. "Lo vedi quel tipo? E' così brillante..." E invece a me sta antipatico. Ma la recensione della Briganti brilla, nel senso che splende, perchè è acuta nel cogliere aspetti del romanzo che magari sono sfuggiti perfino a chi l'ha scritto.
Ieri sera invece (ma l'ho saputo solo questa mattina) ho esordito su Quasi Rete, blog letterario della Gazzetta dello Sport, con il pezzo dal titolo "Due Volte". Il "Compito" era quello di immaginare un fatto, sportivo oppure no, del 2010. Io ho immaginato la cosa qui sotto.
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