venerdì 5 febbraio 2010

Su Linus di Febbraio Matteo B. Bianchi recensisce "Mio padre era bellissimo"


Di Matteo B. Bianchi, Linus febbraio 2010

Negli anni 90 la piccola casa editrice Pequod ha scoperto e lanciato una serie di autori italiani notevoli, come Diego De Silva, Marco Mancassola, Giuseppe Genna e Mario Desiati, tutti subito “scippati” dai colossi editoriali. Dopo un periodo di sospensione, oggi torna sul mercato col nuovo marchio Italic e con l’intenzione di riprendere e sviluppare la clamorosa attività di scouting che le è propria.
Comincia bene con questo delicato romanzo d’esordio del poco più che trentenne Francesco Savio, dal titolo solare ed evocativo Mio padre era bellissimo. Il libro è narrato dal punto di vista di un bambino di nove anni che ha perso il padre a causa di una grave malattia e che vede il mondo che lo circonda e la tragedia che ha colpito la sua famiglia con l’ingenuità e la struggente tenerezza di un ragazzino che si sente di colpo assurto al ruolo ingombrante e fuori misura dell’unico “uomo di casa”.