lunedì 11 marzo 2013

Finalmente domenica! (29)

 
Ecco, un mattino dopo avermi chiesto un libro di Joe Vitale che aveva a che fare con rassicuranti istruzioni mancanti sulla vita, il cliente all'improvviso mi ha detto che con tutta quell'aria turbolenta che c'era in giro (immagino intendesse nel Paese, non nella libreria) ci sarebbero volute in generale meno parole e più manganello. L'ho accompagnato a settore il manganellatore, visto che la copia del volume da lui richiesto era l'ultima, e quando l'ho trovata lui mi ha stretto la mano e io ho ricambiato, temendo a dire il vero che volesse prendermi il braccio per stortarlo dietro la schiena, come fanno i poliziotti quando qualcuno li fa arrabbiare, per fortuna niente di tutto questo. Arrivederci, ma tornato al Punto Informazioni il Comandante Chavez era morto, ho controllato se avevamo libri su di lui ma nessuno, ho pensato che il Venezuela adesso avrebbe potuto pensare a Putin per la guida della nazione, ma sono cose ipotesi di politica-mercato, trattative difficili che non sai mai come vanno a finire.

Fuori pioveva, era l'inutile e banale festa della donna, Flaubert una volta disse ad una sua amata: "La tua stupidità, mi riposa". A parte questa cattiveria che chissà perché m’è venuta in mente, presumo per una rivalsa nei confronti delle mimose, davvero troppe mimose in giro, lungo la strada verso casa nel mio pregiato quartiere due quarantenni chiacchieravano e uno diceva all'altro sai, non ti ho detto che ho cambiato lavoro? No. Ma sì, ho licenziato tutti quelli che lavoravano per me e adesso faccio altro, anche mio padre era d'accordo... Che bello arrivarti alle spalle e darti un bel calcio nel sedere, ho pensato. Ma avevo nello zaino Ci pensa il tuo papà libro per bambini di Mireille d'Allancé che Pietro mi aveva chiesto di comprargli, allora ho detto vuoi vedere che a dare un calcio nel sedere a questo scemo qui finisce che perdo troppo tempo, che poi loro sono anche in due e io da solo, allora l'ho solamente scavalcato disprezzandolo il figlio di papà, sono arrivato dal mio di figlio che era già domenica, la nostra domenica da soli e siamo usciti a passeggiare sotto un sole tiepido. Sul campo di calcio dell’istituto Leone XIII c'erano dei ragazzi che giocavano a pallone, con Pietro siamo entrati nel cortile e ci siamo messi a guardare anche noi: Leone XIII contro Atletico Milano, arbitro Mario Monti. Primo tempo 0-0. Secondo tempo siamo andati via ma abbiamo fatto in tempo a sentire l'allenatore dell'Atletico Milano che diceva Ma non si può giocare con dei palloni così, questi sono i palloni della Standa, ma guarda un po’ con che palloni ci tocca giocare, con i palloni della Standa, e continuava, lasciando intendere agli spettatori che la colpa della cattiva prestazione dell'Atletico fosse del pallone che rimbalzava come quelli che vendono alla Standa, che secondo me se lo sa la Standa potrebbe anche avere qualcosa da dire, ma la verità era che il Leone XIII giocava meglio, le trame dei giocatori in maglia arancione erano più convincenti, e alla fine anche se ce ne siamo andati al decimo del secondo tempo penso che abbia vinto, il Leone XIII, senza nemmeno avere bisogno dell'arbitraggio casalingo dell'ex allievo della scuola paritaria della Compagnia di Gesù, Mario Monti.

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