domenica 14 ottobre 2012

Finalmente domenica! (8)

La verità è che volevo scrivere una cosa su Diego Armando Maradona ma poi son dovuto andare con Marta nel parcheggio dell’Ikea di Roncadelle per aiutare mia sorella Cristina e Sandro a caricare un letto in un’automobile mentre Pietro l’abbiamo lasciato a casa dalla nonna perché uno di nove mesi cosa vuoi che aiuti. E nel parcheggio prima del letto abbiamo incontrato qualcuno e io gli ho detto sai, penso di scrivere una cosa su Maradona questa settimana per Finalmente domenica! perché ieri ho ripassato per l’ennesima volta la sua vita dentro un fumetto interessante diciamo pure una novella grafica, e lui mi ha detto fai pure quello che vuoi, tanto in televisione io a te non ti ho visto mai quindi non credo abbia importanza.
Comunque, avrei voluto scrivere di Maradona e del mio frigorifero di quando avevo undici anni che c’era Inghilltera-Argentina ai mondiali del Messico ‘86 e io aspettavo il momento opportuno per abbandonare il divano in salotto e andare a prendere l’acqua e menta nel frigorifero in cucina ma pensavo se vado di là e poi segnano? Cosa che del resto mi avrebbe accompagnato per sempre questa idea di allontanarmi dallo schermo al momento sbagliato e abbastanza comune presumo come anche l’indecente rassicurazione di quelli che ti dicono ma tanto c’è il replay...roba da guardarli stupefatti questi rassicuratori come a dire cioè tu credi veramente che la ripetizione filmica di una rete sia uguale al suo reale avverarsi nel tempo, ma come ti permetti?
Allora restare sul divano con la sete, Maradona che fa gol di mano gol di villano e io a undici anni che penso ecco non è giusto e probabilmente neanche valido, Platini non avrebbe mai fatto gol di mano ma da grande avrei pensato invece al destino stupendo e malvino di quel grandioso gol di mano e agli inglesi superbi e in mutande che corrono strepitanti verso l’arbitro come fosse quello il Dio in grado di decidere, Dio al quale se avessero ascoltato con attenzione Fabrizio De André non avrebbero dovuto credere, mai. Poi il secondo gol, sempre con la gola arsa sul divano e Maradona che scarta tutti, avremmo detto così all’oratorio il giorno dopo, hai visto li ha scartati tutti, e il fastidio provato ascoltando il telecronista che commentava ma ecco forse, ecco sarebbe una beffa ma forse l’ultimo tocco è del difensore britannico che ha anticipato Maradona in scivolata e io ma che cazzo stai dicendo telecronista o non proprio così a undici anni magari ma insomma cosa diavolo stai dicendo telecronista il difensore britannico, l’ultima finta è proprio per cadergli addosso al difensore britannico e calciare in discesa col sinistro perché un gol così Diego non avrebbe potuto farlo mica col destro, dai.
Quindi il letto l’abbiamo portato a casa, e mentre pensavo a quella volta che avevo comprato in edicola un poster di Maradona a grandezza naturale e appeso in camera vicino alle fotografie della vergine Madonna moglie di Sean Penn, che uno può fare anche dell’ironia sulla grandezza naturale di Diego Armando ma vi assicuro era davvero grande come poster per camera mia, ecco con Sandro l’abbiamo montato il letto intraprendendo una guerra domenicale agli svedesi che ci è costata cara in termini di nervi e stanchezza, e a me che volevo scrivere una cosa su Diego Armando Maradona è venuto in mente che alcune cose di cui non si scrive mai spesso sono le migliori da scrivere anche se non entrano in romanzi e racconti, e che se non se ne scrive nemmeno in queste occasioni allora vale la pena farsi consegnare i mobili dell’Ikea direttamente a casa già montati.

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