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lunedì 21 dicembre 2009

Sciarpe


S’innamorava delle donne da come indossavano le sciarpe. Era un amante di tipo invernale. Un giro soltanto di lana significava appena un’infatuazione. Ma con due volteggi la situazione si faceva seria. Due volteggi volevano dire che il colore imprigionato nel rettangolo lungo lungo e stretto, faceva in tempo senza fretta a lasciare spazio all’altro di colore, quello più liquido dell’iride, talvolta lacrimante di freddo o delusione.
Ma dove aveva letto che una donna, per essere davvero bella, dovesse avere tra i due occhi lo spazio necessario a farcene stare un terzo?
Da quel giorno aveva cominciato ad osservare gli occhi con la matematica, calcolando in pochi secondi il grado di bellezza di uno sguardo.
(Nell'immagine: Pablo Picasso, Dora Maar con la sciarpa gialla, novembre 1936)

venerdì 8 maggio 2009

Fidarsi della pelle d'oca



I brividi della bellezza di esistere lo sorprendevano talvolta durante la settimana, ma più spesso la domenica. Da sempre favorevole al cielo azzurro e ai prati verdi (anche se aveva spesso desiderato di riaprire gli occhi dopo una breve chiusura e ritrovarsi a guardare alberi azzurri e aria verde) era nei giorni di festa che, come un novello Jacques Tati, amava appoggiare la bicicletta al cavalletto e mettersi sopra una panchina a lavorare al suo libro, o a leggere quelli (migliori) degli altri.
Certe mattine funzionava, altre no, ma proprio in quelle no, riceveva il regalo più grande, quello di chiudere gli occhi per qualche secondo, respirare con più attenzione, sentire la pelle d’oca che accompagna la parte finale del sospiro. Era la pelle d’oca di cui si fidava, la stessa che lo faceva emozionare per una canzone, una frase di un libro o il frammento di un film. Solo di una cosa si sarebbe sempre fidato, pensava, della sua pelle d’oca.